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Una cronaca dell’arena

Nhar’Zul, l’Arconte del Caso. VS Mewtwo

L'arena galleggiava nel vuoto come una reliquia dimenticata da un dio distratto: una piattaforma circolare di pietra stellare, sospesa su un abisso di nebulose viola, con gradinate…

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Nhar’Zul, l’Arconte del Caso., a character in Nhar’Zul, l’Arconte del Caso. VS MewtwoMewtwo, a character in Nhar’Zul, l’Arconte del Caso. VS Mewtwo

Personaggi del racconto

Nhar’Zul, l’Arconte del Caso.Mewtwo
La storia

L'arena galleggiava nel vuoto come una reliquia dimenticata da un dio distratto: una piattaforma circolare di pietra stellare, sospesa su un abisso di nebulose viola, con gradinate spezzate che salivano verso il nulla e un ponte di luce che tremava a mezz'aria. Entrambi erano giunti per la stessa cosa — il Frammento di Nexus, un cristallo pulsante incastonato al centro dell'arena, che vibrava di una frequenza capace di riscrivere la materia. Nhar'Zul, l'Arconte del Caso, lo voleva per frantumarlo e ricrearlo a propria immagine. Mewtwo lo voleva per comprenderlo, e impedire che cadesse in mani peggiori delle sue.

Nhar'Zul discese dal ponte di luce avvolto nel mantello frastagliato, e dove i suoi piedi toccavano la pietra, le venature del suolo si torcevano in fiamme nere e porpora. «Un altro universo imperfetto da correggere», sussurrò, e la sua voce fece tremare le gradinate. «E tu, creatura forgiata in provetta, sei la sua imperfezione più rumorosa.»

Mewtwo era già in aria, sospeso sopra il cristallo, la coda che fendeva lentamente la nebbia violacea. Le rune blu della sua armatura brillavano come vene di ghiaccio. «Non sono venuto a discutere di perfezione», rispose, calmo, ogni parola misurata come un bisturi. «Sono venuto a impedirti di toccarlo.»

Il Frammento pulsò. Fu il segnale.

Nhar'Zul non attaccò: riscrisse. Alzò una mano e il ponte di luce dietro di lui si spezzò in una pioggia di schegge che si trasformarono in catene di fuoco nero, scagliate verso Mewtwo da tre direzioni. Il Pokémon psichico non si spostò di lato — si spostò *su*. Una spinta telecinetica lo lanciò verso le gradinate superiori, e le catene colpirono la pietra vuota, divorandola. Mewtwo atterrò su un cornicione alto, e da lì la sua mente si aprì come una marea: un'onda di pressione psichica che scese a picco sull'Arconte.

Nhar'Zul la sentì arrivare prima che lo colpisse — e ne fu quasi divertito. «Prevedibile», ghignò, e con un gesto la realtà intorno a lui si piegò in una spirale. L'onda psichica entrò nella spirale e ne uscì... altrove, schiantandosi contro una colonna alle sue spalle. La colonna esplose. L'Arconte rise. «La tua mente è potente, ma la tua logica è una gabbia. Io non seguo la logica. Io la spezzo.»

Mewtwo non rispose. Studiò. Il Frammento di Nexus pulsava tra loro, e lui notò una cosa: ogni volta che Nhar'Zul riscriveva la realtà, il cristallo assorbiva un residuo di quell'energia caotica. L'Arconte stava alimentando, senza saperlo, l'unica cosa che Mewtwo voleva proteggere. Cambiò tattica.

Scese in picchiata, la spada dalla lama violacea che si materializzava nella mano destra. Non era un attacco psichico: era acciaio ed energia pura, un taglio diagonale che costrinse Nhar'Zul a materializzare una lama di fiamma nera per pararlo. Le due armi si incontrarono con un rintocco che fece vibrare l'intera arena. Per un istante, si guardarono da vicino: gli occhi luminosi e malvagi dell'Arconte contro le iridi violette, fredde e assolute, del Pokémon.

«Combatti come chi ha paura di perdere qualcosa», osservò Nhar'Zul, spingendo. «Cosa temi, creatura?»

«Temo che tu vinca», disse Mewtwo, sincero. «Nulla di più.»

Si staccò con un balzo all'indietro, e con la coda deviò una scheggia di pietra che l'Arconte gli aveva scagliato con un pensiero. Poi prese a salire — gradino dopo gradino, cornicione dopo cornicione — costringendo Nhar'Zul a inseguirlo in verticale. L'Arconte lo seguì, e ogni suo passo deformava la pietra in forme impossibili, ma più saliva, più il Frammento brillava sotto di lui.

«Ti arrampichi come un insetto», derise Nhar'Zul, e con un gesto fece crollare l'intera scalinata sotto i piedi di Mewtwo.

Mewtwo cadde — ma non verso l'abisso. Telecineticamente afferrò una trave di luce spezzata e vi si aggrappò a mezz'aria, sospeso sopra il vuoto, con l'Arconte che lo dominava dall'alto. «Hai commesso un errore», disse Mewtwo, e per la prima volta nella sua voce ci fu qualcosa di simile a un sorriso. «Mi hai portato sopra il cristallo.»

Nhar'Zul guardò in basso. Il Frammento di Nexus era sotto di lui, e nella sua arroganza l'Arconte era salito proprio sopra di esso. Mewtwo allungò la mente, non verso il nemico, ma verso il cristallo — e il Frammento, saturo dell'energia caotica che Nhar'Zul aveva riversato nell'arena, rispose. Una colonna di luce bianca e violacea eruppe dal centro dell'arena, avvolgendo l'Arconte dall'alto verso il basso.

«No—», iniziò Nhar'Zul, e tentò di riscrivere la luce stessa. Ma il Frammento non era più materia da piegare: era diventato un riflesso della sua stessa essenza caotica, e il caos, per definizione, non può essere riscritto. Le fiamme nere del mantello si dispersero nella colonna. La sua voce si spense in un ruggito che non trovò eco. Il corpo dell'Arconte si dissolse — non distrutto, ma *respinto*, espulso dalla realtà che aveva tentato di corrompere, scagliato fuori dall'universo come una scheggia inadatta.

Mewtwo scese lentamente, atterrando accanto al Frammento ormai spento e quieto. «Non sono perfetto», mormorò, mentre la polvere luminosa si posava intorno a lui, «ma appartengo a questo mondo. Tu no.»

L'arena tornò silenziosa. Il ponte di luce, ricomposto, tremava appena. Mewtwo raccolse il Frammento tra le mani, e la nebulosa viola intorno a lui parve, per un istante, respirare.

Il finale registrato

Questo incontro si è concluso con Mewtwo ancora in piedi.

Questa storia fittizia è stata generata da PicWar AI da personaggi dei giocatori e una battaglia pubblica a scopo di intrattenimento.

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